Passione

La città deserta, l’aria gialla e pesante di Roma.
Ti ho vista per la prima volta in un caldo e assolato pomeriggio di agosto.
Lì.
Compostamente seduta sul quel tavolino di candido marmo e scuro ferro battuto di un bar. Bionda, bella, alta. La tua risata frizzantina e il tuo brio contagiavano gli astanti e destavano i miei sensi. Il tuo sguardo e la tua vista mi ammaliavano e rendevano impossibile scollarti gli occhi di dosso.
Ti ho vista per la prima volta attraverso un vetro, quel vetro che ti incorniciava il volto, che ti proteggeva da ulteriori sguardi e che ti sottraeva alle mie mani e alle mie labbra desiderose fermamente poggiate su di esso.
Delicata. Come una rosa di un deserto. Persa senza la sua teca di umile ma indispensabile sabbia.
Bella, come mai nessuna è mai stata, come mai nessuno potrebb immaginare.
Amore.

Doloroso Amore.

Le mani, non le mie.
Le mani degli astanti, accarezzavano il tuo corpo sensuale e vellutato che si consumava di passione sul quel gelido marmo dinnanzi agli occhi e agli sguardi dei pochi passanti indifferenti o che facevano finta di non vedere.
Un gioco perverso, lento, a cui non avrei mai voluto assistere. Le loro bocche e le loro mani si riempivano prima del tuo corpo e poi di lodi ad esso rivolti, mentre te lasciavi far loro tutto ciò che volevano.

La tua sensuale bellezza aveva avuto la meglio sulla dignità, sulla morale, sul contegno di quegli uomini…e anche su di me. Io, che non avevo mai avuto un colpo di fulmine, che non mi ero nemmeno mai innamorato, che seguivo alla lettera la morale cristiana e le prescrizioni di una società civile e retta. Si, ero IO che desideravo averti: tutta per me, insieme ad altri sconosciuti, mentre la gente passava per strada e magari si ferma a guardare. Non ho ritegno davanti a te, non ho dignità, non ho più un nome nè un cognome, non ho convinzioni, freni inibitori, ho solo una pazza e insana voglia di prostrarmi dinnanzi al tuo corpo e di saziare i miei appetiti con il tuo corpo, spegnere la mia sete con il tuo dolce nettare e lasciarmi andare al piacere sensuale, carnale. Avrei dato l’anima, tutto ciò che possedevo per averti, anche solo una volta, QUELLA VOLTA!

Decisi ed entrai.

Nessuno di quegli uomini che stavano con te smise di provarci o di darsi da fare, non esistevo per loro, esistevi solo te.
Rapito da quella scena e dal piacere di quelle persone rivolsi una domanda al proprietario del locale senza mai staccare gli occhi da te.

Come faccio ad averla? Posso sedermi a quel tavolo anche io?
Ti piacerebbe eh? mi rispose sarcastico il tizio
Mi dica cosa devo fare! Pago tutto ciò che c’è da pagare. ORA.

Lui si fece da parte, dietro un sordido bancone, mi porse un pezzettino di carta dove c’era scritta la somma da corrispondergli per possedere e godere di quella bellezza.

Ricordo ancora oggi a distanza di anni cosa c’era scritto:

Bar “da Nando”

1 Birra media, 2 euro

Mi chiamo Niccolò e questa è la storia di com’è cominciato tutto.

Ma non voglio parlare del passato, sono fiero del mio presente perchè sono 7 giorni che non bevo, 7 giorni che non bevo una birra. So che grazie a voi, grazie al mio sponsor e al programma ce la posso fare.

*applausi*

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