Risate masturbatorie

NON RICORDO QUANDO vidi Ciao Darwin e mi sono reso conto di come sia un programma davvero schifoso, anzi no, non schifoso, falso. Ok che ogni programma in televisione è falso ma Ciao Darwin lo è in particolar modo. Lo spacciano per il programma divertente condotto dal simpatico Paolo Bonolis che prende per il culo con strane perifrasi i concorrenti sfigati, obesi o ignoranti. Quei concorrenti che dovrebbero rappresentare un campione più o meno omogeneo di popolazione. Eppure ogni volta mi chiedo come sia possibile che nelle prove fisiche, quando si tratta di scavalcare ostacoli cosparsi di acqua e sapone, capitino sempre un gran numero di ciccioni. O come nel viaggio del tempo vengano sottoposti a domande da terza elementare sempre le più capre, i più ignoranti. Strane coincidenze, però il ciccione che rotola nel fango e che ansima dovendosi rialzare fa ridere, davvero tanto. E che dire del ragazzo che non sa nemmeno come si chiama, figuriamoci cosa può rispondere se gli chiedessero la capitale d’Italia.

Ma questo è solo lo sfondo, la mano di pittura buttata li quasi a volersi giustificare. Pittura che però lascia vedere perfettamente le reali forme del programma celate abilmente [ma non troppo] dietro questo velo di grasse risate, ignoranza, battute di Bonolis, e falsa stupidità del suo personale buffone di corte.

I culi e le tette.

Culi e tette. Ciao Darwin è un programma fatto apposta per portare culi e tette nelle nostre case; non che questo sia un male eh, tette e culi di ballerine atletiche che zompettano in lungo e in largo nude o in abiti fetish a me va benissimo. Mi vanno benissimo anche le concorrenti fiche che inquadrano sempre, mi fa anche piacere l’inquadratura delle tette della numero 35 che poi mi deliziano quando si bagnano e si sporcano di fango grazie alle corse ad ostacoli puntualmente organizzate, non mi dispiacciono le inquadrature da sotto in cui si vedono mutande e peli pubici delle concorrenti che cercando di scavalcare gli ostacoli sapientemente piazzati lungo il percorso. Non mi dispiace nemmeno l’immancabile ora e tre quarti di spogliarelli delle concorrenti vestite da troie da discoteca o in intimo da letto. E poi diciamocelo, non è volgare, il troppo storpia, ma quando su tre minuti di primo piano su un culo in tanga e di tette traboccanti ci piazzi per 5 secondi la faccia di un poveraccio che non smette di sbavare e che desidera solo farsi una sega …allora non è troppo, non è troppo perchè scatta la risata: “ahaha guarda quelli come stanno”. Giusto il tempo di una risata, di buttare giù un po’ di bava e poi si ritorna subito ad affondare la faccia in queste due chiappe delle concorrente o, quando ci dice davvero bene, di madre natura.

Madre natura, bellissima madre natura. Soprattutto quando sale le scale: prima mi pare la facessero ascendere al suo mappamondo attraverso una pedana mobile o un ascensore,  poi si sono accorti che in tutti quei trenta secondi non si vedeva nemmeno un culo e quindi hanno pensato di farle salire delle scale, facendole dare la schiena e il culo alla telecamera. Se poi al regista gli fai notare che gli scalini sono trasparenti allora ti ritroverai anche numerose inquadrature della fregna di madre natura vista dal basso.

Ma fino a qui nulla di male, si tratta di culi, tette, fica, ammiccamenti, battute. Normalità.

Eppure c’è qualcosa che non torna. Qualcosa che mi infastidisce.

Il voyerismo tettoculofilo ultraspinto in ogni situazione.

Il concorrente sta sostenendo la snervante prova del viaggio nel tempo, ascolta la domanda di Bonolis; nel mentre, in un’ambientazione africana, due troioni con le tette di fuori si rotolano l’una sull’altra, si graffiano, si strusciano e ammiccano in direzione della telecamera. Il concorrente non sa cosa rispondere, la telecamera si abbassa e parte un grandangolo su un’altra zoccola che è stata adeguatamente svestita e messa accovacciata come per prendere un cazzo piantato nel terreno proprio accanto al concorrente. Il concorrente tentenna e spara la prima di una lunga serie di cazzate, intanto la telecamera, per non impallarsi fa una rapida carrellata di zoccole che ammiccano in direzione del telespettatore con un’espressione che può essere riassunta in un “sono una gattona, *sorriso*, questo sfigato non sa rispondere *sorriso*, se te fossi al suo posto e se sapessi rispondere che la capitale della Germania non è Francavilla al Mare, allora io te lo succhierei con queste due labbra e ti farei una spagnola con queste tette *sorriso*”.

Questo trovo ributtante, subdolo, miseramente nazionalpopolare e squallido. Questa necessità di doverci riempire di culi e tette, di farlo in maniera pornograficamente scorretta, non diretta, velata ma nemmeno troppo, di doverceli piazzare sempre li, davanti agli occhi, per farcelo diventare duro per tutta la durata della serata…

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One Response to Risate masturbatorie

  1. erosmatutinus ha detto:

    perfettamente d’accordo: c’è una differenza fondamentale tra “ciao darwin” e un pornazzo, ed è che il pornazzo è onesto. bonolis no.

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