Navigheremmo

Stamattina camminavo, correvo a dire la verità, per andare a prendere la metro e durante il tragitto ho notato una cacca di cane sul marciapiede. Ho pensato che la sera al ritorno non l’avrei più trovata perchè di sicuro qualcuno non sarebbe stato accorto come lo sono stato io, qualcuno l’avrebbe pestata e se la sarebbe portata a zonzo lungo tutto il tragitto, disseminandone pezzettini un po’ ovunque, smembrandola.

Poi mi sono chiesto: e se tutti fossero come me? Ovvero. E se tutti avessero la mia stessa fobia per la cacca di cane sui marciapiedi? Cosa ne sarebbe delle nostre città?

Prima di dare una risposta alla domanda bisogna fare una breve premessa. Io ho la fobia della cacca di cane e di pestarla perchè da bambino affondando uno scarponcino con carrarmato in una montagna di merda mi sono beccato tanti di quegli accidenti da mia madre che tentava di pulirlo con uno stecchino da spiedino, alcol, cottonfioc, glicerina, polvere da sparo e infine tritolo che sono rimasto traumatizzato a vita. Gli insulti e il ricordo di questa donna madida di sudore con con dei guanti da cucina gialli (poi buttati in un inceneritore) che armeggiava con questa scarpa e svariati utensili nel tentativo di disinnescarla mi hanno davvero segnato.

Così negli anni ho sviluppato una particolare attitudine a scovare le cacce di cane e ad evitarle con largo margine di sicurezza. Cammino come gli altri, solo che come un detective che prende idealmente nota di tutte le stranezze di una stanza, io prendo nota di tutte le posizioni delle cacce che incrocerò sul mio cammino.

Credo di non aver più pestato una cacca di cane da un lontanissimo natale 1998 quando un manto di foglie secche all’uscita della palestra in cui si era tenuto il saggio di danza di mia cugina diede l’opportunità a quel pezzo informe di materia organica anfibia comunemente detta merda di mimetizzarsi eccellentemente e sfuggire al mio scanner.

In ogni caso, torniamo al nostro quesito:

Cosa ne sarebbe delle nostre città se tutti fossero come me?

Credo che navigheremmo nella merda di cane, o che comunque il marciapiede della stazione, laddove di solito vengono giornalmente depositati vari “lingotti”, sarebbe saturo di feci canine e le persone sarebbero allora costretta a camminare per la strada. Un problema. Davvero un problema non avere quel ricambio generazionale di cacce sempre fresca sui nostri marciapiedi, un problema non avere qualche donna rumena che si accende una sigaretta e nel mentre pesta una cacca eliminando dalla mia strada un potenziale nemico, un problema avere marciapiedi disseminati di ostacoli… un problema. No, non voglio persone identiche a me, con le mie stesse fobie e le miei stessi superpoteri da “evitamerda”, non voglio che la mia utopia si realizzi, voglio tanta gente sbadata che mondi l’asfalto con le proprie suole. Voglio poterli guardare dall’alto delle mie suole rinforzate ed immacolate mentre pestano cacche  e godo dinnanzi a tale visione, dinnanzi a un tale olocausto di feci. Siete degli orrendi carnefici, sappiatelo, ma a volte il mondo ha bisogno di voi, della vostra stupidità e della vostra camminata sbadata. Quindi se la prossima volta pesterete una cacca assicuratevi, oltre a bestemmiare, anche di sentirvi orgogliosi e parte di un grande progetto in cui ognuno di voi, piccoli ignari spazzini, tenete pulite le nostra strade e al sicuro le mie suole.

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