Pesi e contrappesi

Sono una persona a cui pesa il culo, mi pesa tanto anche se poi alla fine faccio tutto quello che devo fare in maniera più che eccelsa.

La cosa non è un problema di per se. C”è a chi non pesa il culo e c’è a chi pesa il culo, queste due categorie di persone hanno sempre convissuto bene per millenni. Nell’antichità c’erano i cacciatori, i falegnami, le puttane e i sacerdoti. I cacciatori cacciavano, i falegnami usavano la sega, le puttane battevano e i sacerdoti accendevano incenso per onorare la divinità. A un certo punto della giornata prendevano due mele, quattro arance e qualche capretto (cacciato dai cacciatori) e li sgozzavano sull’altare per fare contenta una statua in un tempio. Poi probabilmente utilizzavano le altre ore della giornata per mangiare i capretti o per barattarli con del sesso. Insomma, era una vita fantastica. Talmente fantastica che un bel giorno qualcuno decise che non potevano più scopare e che non potevano neanche più mangiare la carne in determinati giorni perchè sennò sarebbe stata una vita TROPPO fantastica. Qualcuno gli disse anche che se mangiavano troppo o gli piaceva mangiare con gusto sarebbero finiti all’inferno una volta morti. Da quando quel qualcuno ha rovinato il mestiere del sacerdote la carriera religiosa non fa più a caso mio… così mi sono dovuto dedicare alla carriera accademica.

Il problema della carriera accademica è la sedentarietà. Per il 90% del mio tempo libero sto sempre seduto. Leggo da seduto, scrivo da seduto, vedo i film da seduto, mangio da seduto…e il massimo dell’attività fisica che riesco a fare oltre al sesso è salire e scendere le scale di casa mia, da seduto. Ora, non è che non mi piaccia stare seduto eh, infatti non mi lamento della vita che faccio, solo che ho notato che a lungo andare questo stile di vita fa maturare il grasso nella fascia addominale. E io a questa stracazzo di età non posso permettermi neanche un mezzo kilo di grasso perchè sennò poi a 40 anni mi ritrovo a navigare nel mio stesso lardo come lui.

“Sei magro” mi dicono

“Stai bene” mi ripetono

“Te? Dimagrire? Ma va!”

Si, IO dimagrire, anche solo due kili, due kili di grasso che prima non avevo, e non me ne fotte un cazzo se pensate che sia da froci o da donne o da donne frocie farsi problemi del genere, ma io quei due kili di pancia non li ho mai avuti e mai li vorrò. Per questo li devo togliere, nella maniera meno faticosa possibile, anzi, nella maniera in cui mi pesa di meno. Mi è venuta in mente la parola liposuzione ma non ho, ancora, cosi’ tanti soldi, in secondo luogo non sono una pornostar americana ala fine della propria carriera e soprattutto non mi pesa così tanto il culo.

Ho pensato anche a mangiare di meno, ma non mi va, non mi va proprio andare a tavola la sera e mangiarmi una fetta di pane secco dell’interpan, quello già lo faccio la domenica… Non mi va di sentire i morsi della fame alle 2 di notte e soprattutto mi piace molto mangiare tanto e bene. Quindi no, non riesco a rinunciare anche solo a mezzo rigatone di pasta.

Così ho preso coscienza del fatto che l’unica soluzione plausibile è l’attività fisica. La tanto odiata e vituperata attività fisica, quell’attività fisica che il progresso tecnico ci aveva quasi fatto dimenticare. Macchine a vapore, treni, vibromassaggiatori, vibrostimolatori, vibratori…porca puttana, non dobbiamo neanche più muovere le mani per godere, ci pensa il progresso tecnico! E che dire poi delle automobili, le automobili! Se fosse per me costruirei delle città a misura d’automobile, Le Corbusier si sbagliava, aveva torto, il futuro è l’automobile. Immagino corsie dei supermercati lunghe kilometri, con centinaia di prodotti diversi allineati tutti ad una stessa altezza. Così appena leggi il cartello per lo svincolo dei cereali neanche devi uscire dalla macchina per metterti il gilèt catarifrangente, allunghi semplicemente la mano (senza neanche rallentare troppo) e te li porti a casa. Facile, semplice, economico ed altamente inquinante. La Perfezione.

Se fosse per me andrei a correre con la macchina, dentro la macchina; ma la logica mi suggerisce che l’attività fisica la devo compiere io, o più specificatamente il mio corpo e non una sua appendice tecnologica.

Così, ponderando bene tutte le varie opzioni, sono giunto alla conclusione che farò attività fisica. Correrò. Muoverò le mie gambe e alleggerirò il mio culo, brucerò calorie, smaltirò il grasso, tornerò a casa stanco morto e mi batterò una mano sul petto, l’alzerò al cielo indicandolo e sussurrerò: “ce l’ho fatta!”

L’unica cosa che per ora mi impedisce di perseguire questo mio nobile intento è la carenza di attrezzatura adatta. Le scarpe, mi mancano le scarpe da corsa….. da ormai 3 mesi. Devo andare a comprarle all’outlet, sempre da 3 mesi… Forse mi converrebbe ordinarle su internet ma non saprei con cosa pagarle, la postepay è scarica e la devo ricaricare da molto più di 3 mesi. Devo andare alla posta, ma la posta è sinonimo di fila e a me pesa il culo fare la fila… mi pesa molto più che correre… e se per correre devo fare la fila alla posta vorrà dire che sono condannato a ingrassare in maniera esponenziale nel corso degli anni

Le poste rovineranno il mio fisico. Fanculo!

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One Response to Pesi e contrappesi

  1. minimetal ha detto:

    fai come la sottoscritta 😀 addominali sul pavimento (basta na coperta) e squat (basta manico di scopa).

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