Invecchiando s’invecchia

Ciao, cosa ne pensi degli anziani?

Non mi piacciono.

Perchè?

Perchè si ammalano sempre, perchè sono nostalgici, perchè si lamentano sempre, perchè se da giovani erano persone normali invecchiando diventano insopportabili rompicoglioni, perchè hanno la dentiera, perchè se non hanno a dentiera non possono mangiare il pane perchè gli fanno male i denti, perchè alla guida sono rincoglioniti, perchè poi tendono a morire sempre tra atroci sofferenze, perchè mi costringono a farmi fare l’intero tragitto CASA – UNIVERSITA’ – CASA in piedi, invece che comodamente e giustamente seduto sui sedili della metr.

E tutto questo non ti piace?

Ovvio che no, non mi piace, non mi piace nulla di tutto ciò. Non mi piace la vecchiaia, figuriamoci se mi piacciono i portatori più o meno sani di questo morbo. E’ come se a te piacessero che ne so, gli appestati o gli infetti di virus ebola. E poi non mi piaccio ora che sono giovane, alto, bello, vigoroso, incazzato e con un cervello che bene o male funziona. Figuriamoci se un giorno mi possa piacere essere l’esatto contrario di quello che già non mi piace ora: vecchio, gobbo, brutto, flaccido, stanco e con un cervello che scazza pesantemente.

Non ce la farei ad alzarmi ogni giorno, scendere dal letto, fare i primi passi e sentire i muscoli farmi male, andare allo specchio e vedere la pelle del mio viso cadente, il mio corpo pieno di acciacchi e ricordarmi di quando ero giovane e il tempo non aveva ancora cominciato a ferirmi in quella maniera.

Ma la vera cosa che non sopporterei è un’altra. Ci tengo alla mia lucidità mentale, ci tengo immensamente a saper ragionare bene e con rapidità, ci tengo da morire da sempre e mi incazzo con me stesso ogni qual volta ho a che fare con qualcuno che capisce qualcosa più velocemente di quanto sia in grado di fare io. Amo la mia memoria, amo ogni singolo neurone del mio cervello e amo ancora di più i ricordi e le informazioni che esso custodisce con così tanta dovizia.

Non sopporterei mai di assistere al mio stesso rincoglionimento, non ce la farei a sentire la memoria assottigliarsi sempre più. MAI. Piuttosto la morte. Ecco si, la morte, tempo fa sono giunto alla conclusione che me ne voglio andare conservando un briciolo di dignità. Come uno sportivo che si ritira prima che anche l’ultimo dei pivelli gli metta i piedi in testa; perchè tanto ormai lui il su tempo l’ha fatto, sente che ormai ha dato tutto quello che poteva dare e che da li in poi la sua carriera non lo entusiasmerà più come una volta e che sarà tutta in discesa fino a quando non toccherà il fondo e sarà costretto a fermarsi. Non voglio arrivare sul fondo, non voglio andarmene da perdente, quindi appena mi accorgo che l’ennesima fluttuazione del mio stato mentale coincide in realtà con il ramo discendente della parabola che graficizza l’andamento della mia lucidità cerebrale (e di conseguenza di una larga fetta della qualità della mia vita) prenderò in mano una siringa piena di una qualche fantastica droga e mi farò una bella dose.

All’inizio avevo pensato alla possibilità di spararmi in bocca ma il sangue e i pezzi di cervello sparsi un po’ ovunque non mi entusiasmano tanto come biglietto d’addio, molto meglio un rivolo di bava che cola da un lato della bocca.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...