Un perdente

Ogni volta ci diciamo: stavolta cambio. Stavolta lo faccio sul serio.

Io lo faccio ad esempio: ogni settimana trovo la camera pulita e in ordine grazie al duro lavoro di una qualche entità, suppongo che si tratti della mia genitrice o al limite della donna delle pulizie che LEI paga per non fare ciò che dovrebbe fare ma che evidentemente non fa perchè non ha voglia di farlo. Ragionamento condivisibile il suo, paghi qualcuno per fargli fare ciò che te non hai voglia di fare. Io ad esempio pagherei per non studiare fisica tecnica e se fosse possibile pagherei un cingalese preso da una pompa di benzina per morire al posto mio, ma non credo che le cose possano funzionare in questo modo. No, decisamente no.

In ogni caso dicevo, un giorno alla settimana la mia camera appare bellissima, in ordine, pulita, grazie al lavoro altrui. Ogni settimana assaporo per qualche minuto quelle superfici libere, glabre, sgombere da ogni inutile orpello che nei 7 giorni precedenti le hanno stuprate. Ogni settimana, dopo quella pace, mi riprometto di non sporcarla, di non creare disordine (o di non contribuire attivamente al suo incremento visto che una qualche legge della termodinamica ci insegna che il caos può solo aumentare). Mi dico: rimetti tutto apposto dove lo hai trovato, rimetti tutto in ordine dopo aver utilizzato una qualsiasi cosa, preserva l’integrità della struttura e impegnati un po’. CRISTO. Ogni volta. Ogni santissima volta il disordine, il caos e la mia voglia di mettervi mano diminuisce e le promesse rimangono tali. Ho perso la mia sfida settimanale contro la mia pigrizia e il mio disordine.

E siccome, in questo caso, sono un perdente cronico e recidivo mi costruisco una teoria che giustifichi questa mia eterna sconfitta, che giustifichi appunto quello che è il mio comportamento.

“Il disordine è sinonimo di flessibilità mentale, l’ordine è per chi non riesce a orientarsi a casa propria ed è indice di debolezza mentale”

Magari a lungo andare finisco anche per crederci a questa fantastica teoria. Però no, alla fine invidio chi riesce a essere come non sono io, chi riesce a tenere ordinata la propria stanza o in alternativa la propria vita (visto che di cose da riordinare ce ne sarebbero anche li). Avrei voluto scrivere di più ma ho cancellato tutto perchè mi sono reso conto che non posso sempre tirare in ballo i preti e la Chiesa anche in interventi del genere.

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6 Responses to Un perdente

  1. vine ha detto:

    spruzz spruzz, ho il mio blogghino wordpressoso.

    http://www.marcovinesi.com/blog

  2. minimetal ha detto:

    non va bene, non va bene. la purezza del tuo spirito dovrebbe riflettersi nel tuo ordine casalingo, perchè l’ordine è obbedienza, e l’obbedienza distoglie l’uomo dal peccato.

  3. paolo ha detto:

    aho… ma nessuno ha sentito parlare di disordine ordinato? In realtà la nostra camera sembra in disordine. Ma è solo perché ci servono spesso tante cose. Quindi le teniamo a portata di mano.

    Per me funziona così!

    E poi l’obbedienza è direttamente proporzionale alla debolezza…

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