Vita, sesso e miracoli di una semplice questione di ingegneria tedesca

Arriverò subito al punto. La smart SEMBRA essere una buona macchina. SEMBRA!

E perchè mai vi chiederete voi, anche se fondamentalmente non ve ne frega un cazzo… in effetti anche a me non me ne frega un cazzo visto che sono fiero possessore di una splendida twingo spring del 95 che non solo sembra essere perfetta ma lo è anche. La perfezione di una macchina dipende da molte cose: dalla bellezza della carrozzeria, dalla potenza del motore, dai consumi dello stesso, dalla comodità dei sedili posteriori per esigenze di carattere sessuale e dall’affidabilità generale del mezzo.

AFFIDABILITA’

AF-FI-DA-BI-LI-TA’

Se compro un bene desidero che tale bene svolga al meglio delle sue possibilità tutte le funzioni per il quale l’ho comprato.

Un bene che non adempie ai suoi obblighi è un bene che fondamentalmente non serve a un cazzo. Un bene che non espleta al massimo tutte le funzioni, funzioni che evidentemente servivano a chi ha deciso di acquistarlo,  è un bene che probabilmente ti farà rimanere in bocca un vago sapore di delusione (per non dire di peggio).

Probabilmente eh, perchè può pure capitare che tutto vada bene finchè non ti sbarazzi definitivamente di quel bene, in questo caso una macchina, ma ancora più specificatamente una smart. Puoi comprarla, usarla ogni giorno, fare 100000 kilometri ogni anno senza avere nessun problema, puoi camminarci su strade sterrate, puoi usarla per andarci in mongolia a comprare il latte ogni giorno, puoi anche usarla come mezzo da sbarco in iraq… puoi farlo, ovvio. E ti può anche andare eh, ne sono sicuro, sono sicurissimo che qualche stronzissimo ingegnere tedesco non ha mai avuto nessun problema anche se la usava come bersaglio per il tiro al piattello. Ti può dire bene insomma. Sei giovane, sei bello, sei ricco: “LA COMPRO!” dici al tizio che te la vende senza pensare a molte cose delle quali invece dovresti tener conto.

E lui: “Guardi le vorrei spiegare un paio di cose prima che lei…”

Tu: “E’ mia, me ne sono innamorato, ecco, tenga pure il resto”

Lui: “Si ma… ci sono alcune cose che deve sapere su questa macchina, è impor…”

Tu non lo senti perchè stai sgommando fuori dal concessionario con la tua nuova smart, vuoi provarla, vuoi farci sesso per quanto è bella, è tua, è finalmente tua. La tua macchina. Più importante di tua moglie, della tua famiglia, dei tuoi figli… passeresti le giornate intere seduto in garage, su una sedia di vimini o una cassetta della frutta, a guardarla e a ripeterle quanto sia bella. E’ come una donna per te, la più bella donna del mondo, la più letale, ma vuoi comunque farci sesso, la vuoi e non hai un preservativo a portata d’uccello. Te ne freghi, meglio una scopata con lei, che una vita passata a rimpiangere quel momento. Lo fai. Dolcissimo su e giù, splendido il suo cambio sequenziale, meglio ancora di quello automatico. Te premi sull’acceleratore e lei ti fa sentire come gode, ti ansima nell’orecchio, assapori ogni scoppio nella camera di combustione, il pistone va su e giù, i giri salgono, stai per avere un orgasmo, lei pure perchè d’un tratto lo sterzo tira prepotentemente a sinistra. Sta venendo pensi te, è la risposta fisiologica di una macchina al piacere, continui a pensare. Dopo quasi un chilometro ti sorge il dubbio che in realtà o la tua nuova macchina ha una disfunzione sessuale che le provoca orgasmi delle durata di qualche minuto o che probabilmente qualcosa no va. Scendi, preoccupato per la sua salute: le hai fatto male andando troppo forte e quello che te credevi essere un orgasmo era in realtà un semplice urlo di dolore? Tutti i tuoi dubbi trovano conferma nel momento in cui osservi il suo copertone (quello che tu non ti sei messo sull’uccello), anteriore sinistro, a terra. Ti ha fottuto la puttana. Quella che pensavi essere le donna della tua vita ti ha dimostrato quello che è realmente: una meretrice. Ti ha fatto fare pazzie, ha svuotato il tuo portafoglio, cavalcando la cresta dell’ormone nel quale navigavi ti ha fatto fare sesso con lei, e ora ti ritrovi con un pacco di malattie, perchè probabilmente il tubo di scappamento non è il buco più adatto da usare come succedaneo della vagina femminile. Ma non solo, gli “effetti collaterali” di quella scopata che ti è costata oltre i 10ooo euro a cui devi anche aggiugnerci un campione omaggio di ogni malattia infettiva che si credeva debellata dal 1700 e una gomma a terra non li liquiderai tanto facilmente.

Nella maggior parte dei casi la pillola del giorno dopo funziona bene, risolve i tuoi problemi nel giro di un’ora. Spargi il tuo seme nell’utero, fai assumere la pillola alla bagascia, e nel giro di un’ora puoi riprendere a bombare come prima perchè ormai il pericolo, l’ostacolo, è stato superato; più o meno brillantemente ma è stato superato. Lo stesso vale per la maggior parte delle macchine: corri, fori, bestemmi. Per andare avanti elimini il problema sostituendo il componente difettoso, in questo caso la tua pillola del giorno dopo non è a base di ormoni ma bensì di ferro e si chiama Crick, non proprio un nome da farmaco ma vi assicuro che funziona altrettanto bene.

Ma te sei sfigato, hai scelto l’unica costosissima bagascia che non ha una cavità orale per assumere la pillola. Il metodo per risolvere il problema ci sarebbe ma quel determinato modello di basciamobile non ha un esofago lungo il quale far scivolare la benedetta pillola… La tua cazzo di smart potrebbe avere, ma non ha, un crick nè tantomeno tutti quegli altri simpaticissimi aggeggini utili per evenienze del genere.

Sei fottuto.

Così come non puoi ravanare con la mano nella vagina di una donna per togliere uno a uno gli spermatozoi che ormai l’hanno allagata, così non puoi tentare di svitare i dadi a mano nè pensare di alzare la macchina con le braccia al posto del crick.

Sei fottuto.

Davanti a te si prospettano tre opzioni visto che ovviamente non puoi lasciare che le condizioni che si sono venute a creare peggiorino ulteriormente interessandoti in maniera ancora più significativa.

1) Scappi e la lasci con un copertone-figlio a terra

2) Visto che casa è lontana e sei anche stanco di vagare decidi di dormirci dentro-sposartici

3) Chiami un carroattrezzi-ambulanza e la porti dal ginecologo-gommista per porre rimedio al danno.

Cosa che ti costerà un bel po’ di danari quando invece tutto si poteva evitare se qualcuno avesse speso 2 minuti in più per progettare meglio una cazzo di macchina e avesse trovato lo spazio per metterci una ruota di scorta o il modo per evitare problemi del genere.

Qualche ingegnere non ha pensato che la ruota di una macchina possa andare incontro a foratura nel corso di una vita passata a solcare le strade. I sistemi sanitari di mezzo mondo si sono muniti di pillole, loro non hanno munito la loro macchina di una ruota di scorta. Chi fora secondo loro cosa dovrebbe fare?  Spendere centinaia di euro in carroattrezzi e deposito in officina anziché sporcarsi le mani e metterci 20 minuti per cambiare una ruota?

Me li vedo seduti attorno a un tavolo bianco a discutere sul progetto ormai arrivato al termine.

“Ok ok, va tutto bene, grande prodotto. Ma come lo giustifichiamo il dettaglio della ruota di scorta che manca?”

“Cazzo è vero, ecco cosa mancava. Nella realtà i piani orizzontali con assenza di attrito non esistono, le forature si. Evidentemente ci dovevamo pensare ben prima di una settimana dalla produzione, sarebbe bastato spostare il motore di 20 centimetri, diminuire il bagagliaio e ce l’avremmo fatta”

“Si cazzo”

“E ora?”

“E ora ovviamente non possiamo pubblicizzare apertamente l’assenza della ruota di scorta in una macchina del genere”

“Ci sono: Lasciamo che siano i venditori a vedersela. Proprio come ultimo avvertimento. Noi lo diciamo al cliente che non c’è la ruota di scorta, lo mettiamo in guardia e ci evitiamo guai legali, ma lo facciamo quando ormai se n’è innamorato e si eccita sessualmente alla vista di ogni cartellone pubblicitario”

“Grandissimo Frantz, bella soluzione. Si vede che sei un ingegnere”

E io aggiungo:  e si, si vede proprio che sei un ingegnere caro buon vecchio Frantz. Grazie per avermi rovinato il ritorno a casa dopo la cena del mio compleanno e grazie per avermi privato del sesso che mi avrebbe (forse) aspettato qualora fossi arrivato a casa in orario. Grazie Frantz.

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3 Responses to Vita, sesso e miracoli di una semplice questione di ingegneria tedesca

  1. Mente Oscura ha detto:

    noi donne di marketing avremmo semplicemente detto che “il bene non corrisponde alla USP col consumatore, per cui vengono meno tutte le associazioni legate al livello inferiore della catena di valore del brand”.
    Traduzione: fottiti, la prossima volta ti compri una Fiat e fai girare l’economia italiana, anzichè quella tedesca. Ti sta bene.

  2. Simone ha detto:

    Cazzo! Tutto troppo vero! Ho piegato un cerchio (Brabus per l’esattezza) e sono a piedi! Come la smonto ‘sta ruota? Che palle…

  3. odiailprossimotuo ha detto:

    non ne ho idea caro simone, ti consiglio di buttare la tua macchina e di comprarti un triciclo. li reputo molto più affidabili

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